Crescere

Maturare avrebbe il significato di qualcosa che in principio è acerbo e debole poi irrequieto e non consapevole per poi divenire pronto e sapiente al termine di uno sviluppo che è fisiologico, morfologico ma ancor di più mentale e animico, che fa quindi elevare di grado.

Crescere vorrebbe farci ascoltare fino nel profondo, ma quante maschere e corazze indossiamo lungo il percorso che evitano di farci Sentire?

Sentire che magari non siamo quello che appare, non siamo quello che rende felice solo gli altri, non siamo frutto del desiderio genitoriale, siamo noi, ognuno con uno scopo diverso.

Lo scopo che, se scoperto, ci fa raggiungere la reale felicità, il sorriso puro verso l’Uno che ci circonda, verso l’ unicità delle cose, la natura e tutti gli esseri viventi.

Quello stesso scopo che non ci fa sentire il gravare dell’età ma che, anzi, ci porta ad una continua ricerca che accompagna fino alla fine e che regala la soddisfazione di aver vissuto pienamente.

Quello scopo che è in grado di non farci desiderare l’inutile e il superfluo ma amare ciò che ci può regalare emozioni profonde come l’arte, la musica, la natura e la generosità.

La grande dignità e il rispetto per sé stessi in tutti e tre gli ambiti, quello fisico, quello mentale e quello spirituale, senza dover scindere il nostro essere.

Rispettare ciò che abbiamo attorno e nutrircene perché ciò che portiamo dentro di noi ci comporrà per sempre fino all’ultima cellula: che siano cibo, persone, scenari, oppure esperienze.

Riuscire a vivere quindi gli alimenti come una fonte di grande energia e non come un colmare vuoti esistenziali.

Capire che se portiamo dentro la potenza di un germoglio, questo ci donerà energia vitale pura, anziché fredda tossicità.

Gli alimenti ci cambiano continuamente ed ogni giorno facendoci stare bene o male, e portandoci ad emozioni come la rilassatezza o la rabbia: allora perché non ascoltare?

Perché facciamo la guerra alle malattie? Perché non dovrebbero avere un nome, come una cosa che ci accompagna? E perché mai non dovremmo dire che in quel momento abbiamo solo un disequilibrio in quel dato punto e che magari è sopraggiunto per dirci qualcosa?

Il nostro corpo è nato per regolarsi, per essere perfettamente in armonia con la natura che tendiamo a non vedere più e a circoscrivere invece che accompagnarla, ascoltarla, proteggerla e riportarla dentro di noi, come amore e come cura.

Crescere vorrebbe dire che il cambiamento ci è vitale.

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