L’arte

L’arte appartiene alla dimensione umana, riveste un carattere di necessità.

L’arte è libertà.

Da sempre accompagna la vita dell’uomo, l’arte c’è, è come il sole, come il mare.

Ma cosa è l’arte? Nel suo significato più alto potremmo affermare che è l’espressione estetica dell’interiorità umana, rispecchia le opinioni dell’artista nell’ambito sociale del suo tempo, morale, culturale, etico o religioso.

La risposta sul senso dell’arte definisce l’orientamento culturale di una civiltà, rende visibili i suoi valori di riferimento, la sua progettualità. L’arte supera il suo carattere di mera cosa poiché investe, oltre i sensi, la presa in carico di altri fattori che ci investono dal punto di vista emozionale.

L’arte ci parla, noi vediamo nell’opera anche quello che non c’è. Il rapporto tra reale e opera d’ arte non regge, un’ opera d’arte è mondo: “dove cadono le decisioni essenziali della nostra storia raccolte o lasciate perdere, disconosciute e nuovamente ricercate, lì si mondifica il mondo”, dirà Heidegger.

L’ arte diviene il mezzo per interpretare, capire la realtà e l’uomo che in essa agisce. L’arte è la creazione dell’uomo in competizione con Dio. E’ la capacità di creare vita con le immagini. L’arte cambia nel tempo, cambiano le tecniche, i paradigmi, la stessa concezione estetica. Cambia lo sguardo delle persone rispetto al prodotto artistico, cambia il fine, il contenuto. L’arte ha celebrato la gloria divina, ha cantato la bellezza, svelato l’armonia dei corpi, ha interpretato ribellioni fino a quando tutto è diventato arte. Era il 1917 quando Duchamp espose il suo celebre orinatoio. Al di là di tutto, l’arte non potrà rendere migliori gli uomini, ma può cambiare l’intelligenza del mondo, il nostro sguardo sul mondo. L’arte è racconto che illumina la notte buia dell’esistenza.

Io sono un cantastorie, aveva detto Gaetano Carboni, l’artista che ha raccontato i “Profeti delle stelle”.

8 aprile 2021

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