UNA FRIEZE WEEK NON ESALTANTE CHE PUNTA ALLA RESILIENZA PER LE ASTE DI LONDRA DI OTTOBRE 2023

Come abbiamo più volte denunciato in tempi non sospetti, l’adulterazione del Mercato dell’Arte globale, “drogato” da anni di operazioni finanziarie di garanzia di terze parti (e, talora, delle stesse Case d’Asta) sarebbe dovuta prima o poi finire, cosa che pare stia accadendo, quantomeno a giudicare dal terremoto con alta scala Richter (miseramente invenduto un capolavoro dell’immenso Gerhard) evidenziata dai pessimi risultati dell’Evening sale della Frieze Week di Sotheby’s Londra, come rappresentato dal grafico qui sotto riportato realizzato dall’amica Christine Bourron, Ceo e fondatrice di Pi-eX, lasciando auspicabilmente (“Market has changed”, riporta in merito l’autorevole Art Newspaper: https://lnkd.in/dRT-nnH5) spazio ad un più sano, e meno ipertrofico nelle quotazioni dei Top lots, Art Market internazionale, come già s’è visto già Hong Kong la scorsa settimana.

Super Salvo, per altro verso, da Chistie’s a Londra, in una delle due “non disdicevoli” (come risultato globale) aste serali, aggiudicato a circa 800 mila Euro (immagine sotto): per la serie “quando pochissimi anni fa te lo tiravano dietro a 10 mila Euro”, una grande operazione di Art Market, riuscita alla perfezione come se ne sono viste poche. Complimenti a chi l’ha portata avanti. 

Quanto alla serata della Maison di François Pinault, qualche invenduto di troppo, come il Kusama e il Fontana nella Sessione Post-War & Contamporary, mentre il sostegno in quella Impressionista e Moderna è venuta da Van Dongen (oltre 10 milioni sul suo top lot della serata), Giacometti e da alcuni impressionisti, con aggiudicazioni financo milionarie, fino a non molto tempo fa ritenuti minori, come Caillebotte, Sérusier, Vallotton.

Un’ultima nota su Phillips, con già tutti già pronti per Paris+Par Art Basel, la nuova Super-fiera d’Arte arrivata alla sua Seconda edizione, che sta riportando grazie alla potenza di fuoco di Art Basel e alla storicità unica di Parigi dal 2022, a scapito essenzialmente della Londra post-Brexit( compresa l’Italian Sale di Christie’s), i grandi volumi delle opere di eccelsa qualità dell’Art Market globale nella Capitale transalpina dopo quasi un Secolo lungo il quale la predominanza era passata in Gran Bretagna e, ancor più, negli Usa.

Discreti risultati, in linea con le aspettative di incasso (in realtà “includendo” con le commissioni, che non sono considerate nei cataloghi) e con solo il 5% di invenduto come lotti, per l’asta Serale della Frieze Week della Casa d’aste del Gruppo russo del Lusso Mercury, con gli artisti, in particolare donne, Ultracontamporary (che sono una “cifra” importante da sempre per Phillips) a tirare la volata (la Mollett e la Perez in primis) assieme alle “solite” Dana Schutz e Caroline Walker. Circa 21 milioni di Euro l’incasso, non male, specie considerando che il Mercato in generale sta subendo un ritracciamento di rilievo a causa del ritiro dei remi in barca da parte di molte terze parti garanti dei top lots, cosa che nella fattispecie colpisce meno Phillips, un po’ più orientata verso gli artisti emergenti (e, quindi, ovviamente, quasi mai garantiti rispetto ai prezzi delle loro aggiudicazioni) rispetto a Christie’s e a Sotheby’s.

Paolo Turati

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