Buongiorno a tutti, una riflessione su quanto stiamo vivendo.
Molti anni fa, nel 1940, lo psichiatra Roberto Assagioli, padre della psicosintesi, ebreo, dovette trascorrere un mese a Regina Coeli con l’accusa di “pacifismo”.
Era agosto, caldo afoso, situazione difficile.
In seguito, riflettendo su quei giorni scrisse un testo dal titolo Libertà in prigione”, di cui riporto alcuni brani.
“Mi resi conto che ero libero di assumere un’attitudine o l’altra nei confronti della situazione, di darle un valore o un altro, di utilizzarla o meno in un senso o nell’altro.
Potevo ribellarmi oppure sottomettermi passivamente , oppure indulgere al piacere dell’autocommiserazione e assumere il ruolo del martire, oppure potevo prendere la situazione in maniera sportiva e con senso dell’humor, considerandola una nuova e interessante esistenza… potevo farne una cura di riposo, o un periodo di pensiero intenso su questioni personali o su problemi filosofici o scientifici, oppure sottopormi a un training … infine come ritiro spirituale.
Capii che dipendeva solo da me e che ero libero di scegliere una o più di queste attività o atteggiamenti; non avevo alcun dubbio circa questa libertà personale e la mia responsabilità verso me stesso, gli amici e verso la vita…”
Credo che queste saggissime parole di un Maestro quale è stato Assagioli possano essere fatte proprie da ognuno di noi, adattandole alla situazione personale. Siamo liberi: usiamo al meglio questa libertà!
Paola Giovetti