NONOSTANTE IL FURTO DEL SECOLO, LE ASTE DI OTTOBRE RAVVIVANO PARIGI

Nella settimana dell’ormai importantissima Fiera di Art Basel Paris, il furto al Louvre dei gioielli di Napoleone non ha spaventato gli offerenti da Christie’s e Sotheby’s nella solida roccaforte continentale delle aste che ormai è diventata Parigi con la Francia tutta (quarta forza mondiale dell’Art Market con circa il 7% degli affari).

Non è infatti cosa da tutti i giorni veder battuto un lotto, pur clamoroso come il “California(IKB-71)” di Yves Klein, nell’Europa continentale a 18.350.000 Euro, che hanno contribuito per un terzo all’incasso, di 60 milioni di Euro totale, dell’asta di 59 lotti di Avant-garde(s) + Italian Sale (da qualche anno chiamata, molto meno evocativamente, Thinking Italian) dagli amici di Christie’s a Parigi alla vigilia dell’apertura di Art Basel Paris, che sta diventando la Fiera più importante del Mondo.

Fra gli autori di altri lotti ben aggiudicati, Hantai, Boetti, Fontana e Kounellis fra 1,2 milioni e 1,8 milioni, nonchè Giacometti con Femme Debout alla stima minima di 5,5 milioni con le commissioni, Schifano, che ha raggiunto il mezzo milione per un lavoro grande (con soggetto un cavallo) ma tardo (1978), e Lee Ufan, che ha superato i 2 milioni.

Invenduti a cavallo del milione Shiraga e Redon

Si concludono stasera le aste parigine con un paio di Sessioni “comprimarie” di Arte Moderna di Arte Contemporanea Christie’s da 9 milioni di incasso ciascuna e con quelle di Surralismo e di Arte Moderna di Sotheby’s. Queste ultime, come ormai capita da tempo, hanno trovato oltre un terzo degli incassi da una sola opera top.

Nel Surralismo la spettacolare (nell’immagine) “Magie Noire” di Magritte (altre buone aggiudicazioni, ma ben lontane dagli 11 milioni del top lot, sono state – invero fra un po’ di “invenduti” – quelle inerenti a opere di buona qualità sempre di Magritte, di Mirò, Delvaux e Dominguez).

Nel Moderno, fra aggiudicazioni prevedibili di buon livello di lavori di De Vlaeminck, Boetti e De Stael e l’invenduto della Mitchell (che era stimato fino a 6 milioni), spiccano i 27 milioni per “Elvire en buste” di Modigliani, capace di realizzare anche 11 milioni per “Reymond” su un totale di incasso di Sessione non irrilevante come può esserlo quando si approcciano i 70 milioni.

In definitiva, si può asserire che le aste parigine hanno confermato il mood di quelle appena concluse a Londra con il Mercato (purtuttavia sempre più “ingombrato” di lotti – quelli principali – garantiti) che ha voglia di ripartire dopo due anni pessimi.

Paolo Turati

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